whatsapp
martedì 02 agosto 2022

I DISTURBI ALIMENTARI IN ADOLESCENZA

CAMPANELLI D'ALLARME PER RICONOSCERE I DISTURBI ALIMENTARI NEI GIOVANI

Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) in adolescenza sono un fenomeno molto diffuso. Il dato più allarmante è che l’età media, tra i soggetti che soffrono di patologie inerenti i DCA,  si sta abbassando drasticamente, arrivando in molti casi a colpire bambini di otto o nove anni.

QUALI SONO I PRINCIPALI DISTURBI ALIMENTARI IN ADOLESCENZA?

Tra i principali disturbi alimentari in adolescenza si possono distinguere:

  • anoressia: si manifesta solitamente durante la prima adolescenza e riguarda nel 95% dei casi il sesso femminile. Si tratta di un disturbo del comportamento alimentare finalizzato al raggiungimento e al mantenimento di un peso significativamente inferiore a quello normale. L’origine può essere la volontà da parte del soggetto di iniziare una dieta per perdere peso; tuttavia, in molti casi, il sovrappeso del soggetto è del tutto trascurabile. Una volta iniziata, la dieta intrapresa non viene più interrotta. Spesso si ricorre anche a condotte di eliminazione come procurarsi il vomito o assumere diuretici e lassativi. Il dimagrimento non viene però percepito, motivo per cui il soggetto prosegue con la dieta a oltranza;
  • bulimia: trattasi di un disturbo del comportamento alimentare dove il soggetto sperimenta un impulso irrefrenabile ad abbuffarsi di cibo, seguito da sensi di colpa e frustrazione che lo porta a neutralizzare l’apporto calorico ingerito attraverso strategie quali: vomito autoindotto, utilizzo di lassativi, dieta restrittiva e esercizio fisico strenuo;
  • Binge Eating Disorder o “Disturbo da alimentazione incontrollata” è un disturbo alimentare caratterizzato da frequenti episodi di abbuffate non seguite, come nella bulimia nervosa, da comportamenti compensatori come il vomito autoindotto.

QUALI POSSONO ESSERE LE CAUSE SCATENANTI DEI DISTURBI ALIMENTARI IN ADOLESCENZA?

L’adolescenza è una fase della crescita delicata e complessa, è una fase di transizione che porta ad essere una persona adulta. In questo periodo si è molto sensibili alla pressione sociale e a come la propria immagine viene percepita dall’esterno. Il disturbo alimentare può essere un modo per esternare un disagio che può essere causato da diversi fattori, come:

  • rapporti familiari tesi;
  • eventi traumatici;
  • cattivi rapporti con i coetanei.

In ogni caso esprimono quasi sempre difficoltà nelle relazioni affettive più significative. Tuttavia è da ricordare che non tutte le difficoltà legate al cibo sono sinonimo di disturbi alimentari.

QUALI SONO I CAMPANELLI D'ALLARME NEI DISTURBI DELL'ALIMENTAZIONE NEI GIOVANI?

Spesso i disturbi alimentari nascono durante l’infanzia per poi proseguire durante l’adolescenza e, se non si interviene tempestivamente, c’è il rischio che si cronicizzino. In ambito familiare è possibile prestare attenzione ad alcuni segnali per riconoscere la presenza di un disagio alimentare:

  • comportamenti anomali a tavola: è possibile notare dei rituali durante i pasti, come ad esempio separare le varie pietanze, tagliarle in piccoli pezzi e mangiare molto lentamente, per le anoressiche, o la tendenza a nascondere il cibo per consumarlo voracemente di nascosto per le bulimiche;
    fretta di alzarsi dopo il pasto: spesso il giovane tende ad alzarsi frettolosamente al termine del pasto per recarsi in bagno e procurarsi vomito autoindotto;
  • diuretici e lassativi nascosti tra gli oggetti personali;
  • utilizzo del cellulare durante e alla fine di ogni pasto: spesso vengono utilizzati dai giovani delle app per il controllo delle chilocalorie;
  • ossessione per il proprio aspetto;
  • isolamento relazionale: spesso si nota un cambiamento di atteggiamento nelle relazioni e l’adolescente tende a mostrarsi maggiormente assorta e taciturna, soprattutto a tavola. Inoltre, è frequente lo sforzo dell’adolescente di compensare il disagio con un buon rendimento scolastico, limitando ulteriormente le occasioni di socializzazione;
    sbalzi emotivi: si possono osservare frequenti cambi di umore, stanchezza, irritabilità, tristezza, episodi di pianto o rabbia, difficoltà di concentrazione.
  • eccessiva attività fisica;
  • sintomi corporei: nel caso dell’anoressia, con l’avanzare del disturbo si osserva un’ingravescente perdita di peso e talvolta la scomparsa del ciclo mestruale.

QUAL È IL MIGLIOR PERCORSO DI GUARIGIONE DAI DISTURBI ALIMENTARI?

Quando si tratta dei disturbi del comportamento alimentare è importante avere una multidisciplinarietà. È un percorso lungo e complesso che prevede la presa in carico a 360° e la collaborazione tra diversi professionisti quali: psicoterapeuta, pediatra, nutrizionista, neuropsichiatra infantile. Prima di avviare un percorso psicologico per il trattamento del disturbo alimentare, è fondamentale che lo specialista effettui una corretta e attenta valutazione diagnostica, che permetta di escludere la presenza di patologie organiche (es. celiachia, disturbi di origine endocrina, etc.).

Una volta accertato questo, si prosegue ponendosi come primo obiettivo la consapevolezza della malattia e del bisogno di aiuto, basi fondamentali per una buona riuscita terapeutica. Il primo obiettivo del percorso è dunque quello di promuovere una consapevolezza del bisogno di aiuto e una motivazione al cambiamento da parte dell’adolescente.

Un lavoro terapeutico efficace sui disturbi alimentari prevede anche la collaborazione da parte dei genitori e della famiglia con lo scopo di guidarli ad aiutare il figlio e a elaborare e trasformare i pensieri e i vissuti emotivi patologici riguardo al cibo e al peso, rinforzare l’autostima, affrontare gli aspetti sintomatologici e ristabilire un corretto comportamento alimentare.

Per maggiori informazioni e/o fissare un appuntamento conoscitivo puoi contattarmi direttamente al 349/0713440 oppure scrivi attraverso il modulo contatti.


HAI BISOGNO DI MAGGIORI INFORMAZIONI O VUOI FISSARE UN APPUNTAMENTO?