lunedì 06 febbraio 2017

Fotografia e Psicologia

Quando la fotografia diventa una cura

TAGS: Benessere, Psicoterapia di coppia, Psicoterapia

La fotografia è uno strumento che veniva utilizzato già a partire dall’Ottocento nell’ambio psichiatrico come strumento di cura. I primi fotografi venivano mandati dai medici negli ospedali psichiatrici per scattare foto ai segni della malattia. L’obiettivo era far si che gli psichiatri di quell’epoca potessero catalogare i segni visivi del decorso della “follia” individuando i suoi aspetti fisiognomici per poterli riconoscere sui volti e sul corpo dei loro pazienti.

Da li a breve venne riconosciuta l’importanza della fotografia non per etichettare ma per dare la possibilità alle persone di utilizzare la propria immagine per facilitare la guarigione. In che modo? Rendendole consapevoli oggettivamente del cambiamento del proprio aspetto. Sono stati documentati numerosi casi dove è stata evidenziata l’importanza dell’immagine in termini di efficacia sulla cura.

Negli anni 90 del nostro secolo la fotografia esce dallo scenario psichiatrico e diventa una pratica diffusa in psicoterapia. Viene utilizzata all’interno di un processo di cura dove l’immagine di sè diventa veicolo di ricordi, vissuti e pensieri. Con la fotografia è possibile infatti rivivere il passato, guardare al presente e poter immaginare il proprio futuro in termini di aspettative e speranze. La potenza della fotografia sta nel poter fermare il tempo e di custodire le emozioni delle persone. La fotografia dunque può essere utilizzata come strumento complementare alla psicoterapia, utile alla cura del disagio psicologico perché permette alle persone di riconoscersi e confrontarsi con la propria immagine interiore ed esteriore.


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