lunedì 22 maggio 2017

Tipi psicologici

L'importanza del tratto introversione-estroversione nella personalità umana

TAGS: Carisma, Benessere, Comunicazione, Crescita personale, Autostima

« In singolare contrasto col mio senso ardente di giustizia e di dovere sociale, non ho mai sentito la necessità di avvicinarmi agli uomini e alla società in generale. Sono proprio un cavallo che vuole tirare da solo; mai mi sono dato pienamente né allo stato, né alla terra natale, né agli amici e neppure ai congiunti più prossimi; anzi ho sempre avuto di fronte a questi legami la sensazione di essere un estraneo e ho sempre sentito bisogno di solitudine; e questa sensazione non fa che aumentare con gli anni. Sento fortemente, ma senza rimpianto, di toccare il limite dell'intesa e dell'armonia con il prossimo. Certo, un uomo di questo carattere perde così una parte del suo candore e della sua serenità, ma ci guadagna una larga indipendenza rispetto alle opinioni, abitudini e giudizi dei suoi simili. » (Albert Einstein, Come io vedo il mondo, p.19)

Il tratto di introversione-estroversione è di fondamentale importanza nella personalità umana. Nell’accezione comune quando si parla di estroversione si intende una persona assertiva, sicura di sé che non fatica a relazionarsi con gli altri mentre la persona introversa tendenzialmente viene rappresentata come una persona riflessiva, chiusa e meno socievole dotata comunque di un corredo di emozioni molto ampio ed una vivace intelligenza che lo porta a provare empatia per l’altro.

I termini di introversione de estroversione sono stati introdotti e diffusi per la prima volta da Carl Gustav Jung nella sua famosa opera "Tipi psicologici" (Psychologische Typen, anno di pubblicazione 1921). Entrambe le tipologie attitudinali sono spinte da una libido, intesa come forza motivazionale, o verso l’interno (introversione) o verso l’esterno (estroversione). Il passaggio successivo è stato quello di incrociare l’introversione e l’estroversione con quelle che Jung definisce le quattro funzioni: pensiero, sentimento, sensazione e intuizione.

Da questa prima distinzione nasce la concezione degli atteggimenti introverso ed estroverso modulati a loro volta dalle altre quattro funzioni psicologiche dai quali derivano gli otto tipi psicologici: pensiero introverso, pensiero estroverso, sentimento introverso, sentimento estroverso e così via. Già sin dalla prima infanzia si può notare l’emergere di uno dei due tratti; ma è successivamente con l’avvento delle funzioni che può venir completato il quadro del tipo psicologico. Così già all’età dell’asilo possiamo notare lo sviluppo di una delle quattro funzioni principali attraverso ad esempio la preferenza del bambino per un gioco, una data occupazione o come si relaziona con l’altro. Chiaramente oltre a questi aspetti prettamente individuali intervengono anche gli aspetti esterni come ad esempio la famiglia, la quale può più o meno rafforzare le tendenze personali. Ad es. il ragazzo è molto intelligente deve proseguire gli studi oppure il ragazzo portato per le cose pratiche deve diventare un tecnico.

Non è importante essere introverso o estroversi ma è fondamentale fare attenzione alle inclinazioni personali e valorizzarle per aumentare la fiducia in se stessi e proseguire per una serena crescita individuale.


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